Rivoluzione Bio 2020: disponibili le relazioni ed i materiali informativi.

Nell’ambito del Salone Sana Restart – Salone internazionale del biologico, il 9 ottobre scorso a Bologna si è svolta la seconda edizione dell’evento “Rivoluzione Bio”, una sorta di Stati generali del comparto biologico animati dal dibattito di policy maker, esperti e protagonisti del settori.
Questi soggetti si sono confrontati anche a livello tecnico all’interno di tavoli tematici su principali argomenti strategici: sostenibilità, climate change, biodiversità; alimentazione & salute; strumenti e percorsi di digitalizzazione per lo sviluppo della filiera bio; osservatorio sana 2020 (filiera bio: numeri chiave, prospettive di mercato, ruolo per il Made in Italy).
Ne è emerso che il mondo dell’agricoltura, produzione alimentare e non solo, distribuzione commerciale e servizi legati al paradigma del biologico sono in forte crescita e le aspettative degli operatori del settore sono di ricevere un’ulteriore forte spinta allo sviluppo in virtù dei programmi europei messi in campo dal pacchetto di misure del “Green New Deal”.
In questo senso l’obiettivo di fondo posto a livello continentale è quello di conseguire entro il 2050 il primato mondiale in campo ecologico mediate massicci investimenti finalizzati all’azzeramento dell’impatto climatico. Per queste ragioni la sessione introduttiva di Rivoluzione Bio è stata dedicata al ruolo del biologico nella strategia europea “Farm To Fork”.
I principi cardine che determineranno il modo di fare agricoltura e quello di produrre prodotti alimentari si possono riassumere così: nessun elemento inquinante nel suolo, cibo sano e sostenibile. Ciò sta comportando il bisogno di porre maggiore attenzione ad aspetti come l’assenza di additivi chimici, il recupero delle colture tipiche ed autoctone; la messa a coltura dei terreni difficili o impervi, la riduzione delle catene della raccolta, conservazione e distribuzione dei prodotti ortofrutticoli ecc.
Nello specifico, la normativa dell’Unione Europea, dal lato dell’offerta ha già fissato il target che prevede per le aziende di destinare, mediante conversione agricola, alle colture condotte in maniera biologiche almeno il 25% dei terreni attualmente utilizzati entro il 2030, considerando che ora tale quota oltrepassa leggermente il 2% del totale.
Guadando al mercato, poi, anche il versante della domanda vede i consumatori convergere in questa direzione, per cui le vendite di prodotti del biologico in Italia sono in aumento, soprattutto nel segmento dei consumi domestici, (+7% rispetto al 2019). S’incrementano anche i volumi dell’export di circa 8% in confronto al 2019 e su base decennale (2010-2020) il tasso si innalza addirittura del 150%.
Le presentazioni degli interventi principali svolti dagli oratori presenti a Rivoluzione Bio 2020 nonché le sintesi dei lavori dei tavoli tematici sono ora stati resi disponibili e consultabili, previa registrazione, sul sito dedicato nella sezione “Scarica i materiali 2020”, raggiungibile all’indirizzo:

Il Progetto Saturno per la bioeconomia circolare in Piemonte

Il progetto Saturno nasce all’interno del territorio del Piemonte per favorire lo sviluppo di una filiera di bioeconomia circolare attraverso la creazione di nuovi processi e nuovi prodotti, con particolare attenzione al recupero e riuso della anidride carbonica:

https://saturnobioeconomia.it/

Il progetto Saturno, cofinanziato dalla Regione Piemonte con fondi POR FESR 2014/2020, nel merito è principalmente dedicato alla creazione e gestione di una bioraffineria per la conversione dei rifiuti organici e della CO2 in biocarburanti, bio-fertilizzanti e biochemicals.

Questa bioraffineria rappresenterà un esempio pratico di economia circolare a livello urbano grazie alla creazione di nuovi processi e nuovi prodotti, con particolare attenzione al recupero e riuso della CO2.

Tale progetto di piattaforma tecnologica bioeconomia è stato voluto da un partenariato composto da oltre venti soggetti pubblici e privati, guidati dal parco scientifico e tecnologico per l’ambiente “Environment Park” di Torino.

Questi i 3 assi di sviluppo del progetto:

– FORSU: creazione di composti ad alto valore aggiunto dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, in un’ottica di bioraffineria sostenibile;

– PLASTICHE: separazione e valorizzazione delle plastiche di scarto, anche per la produzione di componentistica per il settore automotive;

– CO2: cattura e valorizzazione della CO2 (anidride carbonica) prodotta da cogeneratori, automobili, cementifici e conversione a metanolo e ABE.

“Industria per un’economia circolare e pulita” webinar 13 novembre

Organizzato da Sviluppumbria in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, per il giorno 13 novembre alle ore 11, si svolgerà il webinar dal titolo:

“Industria per un’economia circolare e pulita. Focus sull’area tematica 3 della call 2020 del Green Deal europeo”.

Per le informazioni generali ed il testo del bando di gara del Green Deal europeo si rimanda  a questo link del portale dell’Unione:

https://ec.europa.eu/italy/news/20200917_bando_di_gara_green_deal_europeo_1miliardo_di_investimenti_per_dare_impulso_alla_transizione_it

L’evento umbro, in proposito, intende fornire chiavi di lettura ed approfondimenti dell’Area Tematica 3 della suddetta call, recentemente pubblicata dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma Horizon 2020, che mette a disposizione 1 miliardo di euro per progetti di ricerca e innovazione che contribuiscano a dare impulso alla transizione verde e digitale verso l’economia circolare.

Gli argomenti in programma saranno presentati da due relatori:

– Davide Amato, capo settore presso la DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea in collegamento da Bruxelles, che analizzerà l’area tematica 3 della call.

– Roberta De Carolis, ricercatrice presso il Dipartimento Sostenibilità di ENEA, la quale illustrerà invece il ruolo delle imprese nella transizione verso l’economia circolare.

Per partecipare è necessaria la registrazione al webinar, al seguente indirizzo:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-industria-per-uneconomia-circolare-e-pulita-128219597267

Rapporto GreenItaly 2020 la rassegna stampa

Sul sito si Symbola è disponibile la rassegna stampa della presentazione del Rapporto GreenItaly 2020.

Molto interessante l’articolo “Investimenti verdi, corsa di 432mila imprese” di Jacopo Giliberto, pubblicato sul Sole 24Ore del 30 ottobre, che inizia così:

“L’edizione 2020 del Rapporto GreenItaly, che dipinge il ritratto dell’economia sostenibile, raccoglie più di 300 pagine di concetti e di numeri. I numeri: sono oltre 432mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito negli ultimi 5 anni (2015-2019) in prodotti e tecnologie green. In pratica quasi una su tre: il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. Anche quest’anno il rapporto GreenItaly conferma coni dati economici: le imprese che si impegnano nella green economy sono più salde nei momenti di crisi, esportano meglio, innovano di più, hanno i bilanci più sorridenti. La batosta dell’epidemia ha colpito tutte le imprese ma il rapporto GreenItaly dimostra che le imprese verdi, quelle che fanno leva sulla sfida ambientale, sono più resistenti anche al dramma virale. Anzi: per usare un lemma ora di moda, le imprese verdi sono più resilienti. Ma dalla presentazione del rapporto è emerso anche un altro grande tema: la transizione verde e il recovery fund sono momenti di snodo del sistema economico italiano. Può avere quel ruolo che 73 anni fa ebbe l’Erp, l’European Recovery Program del Piano Marshall.”

Molto interessante è poi la graduatoria regionale per numero d’imprese che hanno effettuato eco-investimenti negli anni dal 2015 al 2018. Questo il link diretto al testo completo;

https://www.symbola.net/wp-content/uploads/2020/10/Investimenti-verdi-corsa-di-432mila-imprese-.pdf

Da leggere anche il pezzo di Corinna De Cesare sul Corriere della Sera, uscito sempre il 30 ottobre, che mette l’accento invece sulla crescita dei green jobs:

“L’onda verde degli ultimi anni, guidata dall’attivista svedese Greta Thunberg che ha urlato contro i leader del mondo la rabbia di una generazione che vuole lottare per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico, arriva anche nelle aziende con sempre più investimenti sull’economia circolare e la sostenibilità ambientale. Tanto da creare nuove figure professionali e fare in modo che la domanda di lavoro viri, per il 35%, sul tema «green». Come spiega l’11esimo rapporto GreenItaly di Symbola e Unioncamere, presentato ieri in streaming, secondo cui tra il 2020-2024 il 38% del fabbisogno delle professioni, richiederà proprio competenze di questo tipo. La fotografia scattata dal rapporto è quella di un Paese in cui ormai ben 432 mila imprese hanno investito negli ultimi cinque anni in prodotti e tecnologie «green». Cioè efficienza energetica, fonti rinnovabili, taglio dei consumi di acqua e rifiuti, riduzione di sostanze inquinanti. Investimenti che ovviamente sono accompagnati da una ricerca costante di competenze specializzate. «Nel 2018 il numero dei green jobs in Italia ha superato la soglia dei 3 milioni si legge nel rapporto 3.100.00o unità, il 113,4% del totale dell’occupazione complessiva. Un’occupazione specializzata che el 2018 è cresciuta rispetto al 2017 di oltre 100 mila unità, con un incremento del 3,4% rispetto al +0,5% delle altre figure professionali».”

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale:

https://www.symbola.net/wp-content/uploads/2020/10/Symbola-lavori-verdi-3.1-milioni-di-posti.pdf

Il Rapporto GreenItaly 2020 sarà presentato il 29 ottobre

Il 29 ottobre 2020 la Fondazione Symbola, in collaborazione con Unioncamere, presenteranno l’undicesima edizione del rapporto GreenItaly. Si tratta della ricerca più completa e approfondita sulla green economy italiana, con moltissimi dati e informazioni, nonché racconti di storie esemplari da diffondere ed emulare.

La ricerca si pone ancora una volta l’obiettivo generale di effettuare la ricognizione sullo stato dell’economia circolare in Italia, per dimostrare come questo comparto possa essere in grado di affrontare le sfide in campo ambientale grazie alla innovazione, alla ricerca ed alla conoscenza, generando occupazione e reddito.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su questa pagina:

 

www.symbola.net/live/evento-greenitaly-2020/

Nella stessa pagina è disponibile il programma dell’evento e le modalità di registrazione e partecipazione.

Da oggi on line il nuovo magazine EconomiaCircolare.com

Nasce oggi ed è già online una nuova, ricca ed autorevole fonte d’informazione per tutti coloro che sono interessati ai temi dell’ECONOMIA CIRCOLARE, si tratta del magazine:

https://economiacircolare.com/

Nel sito si spiega che Economiacircolare.com è una testata giornalistica di settore dedicata all’economia circolare, attraverso un magazine web che offre contenuti di analisi, approfondimento e divulgazione, destinata ad addetti ai lavori e a un pubblico attento alle problematiche ambientali, con l’ambizione di rappresentare uno spazio di informazione accreditata e di discussione allargata sulla tematica.

I promotori dell’innovativo progetto giornalistico intendono rispondere all’esigenza di analizzare e diffondere pratiche concrete di economia circolare, evidenziale scelte imprenditoriali e industriali effettivamente orientate alla sostenibilità, informare circa accadimenti che a livello internazionale e nazionale influiscono sulle politiche energetiche e ambientali. Il tutto con la dovuta attenzione anche alle attività di ricerca e ai processi che riguardano le istituzioni comunitarie.

L’intendimento è quello di praticare il cosiddetto “giornalismo costruttivo”, offendo analisi ed elaborando punti di vista capaci di andare oltre la pur necessaria denuncia, con l’ambizione di contribuire ad un avanzamento culturale, fornendo cioè strumenti utili a tutti per riflettere sulle alternative possibili, esaminare le dinamiche economiche, politiche e sociali, mettendo in risalto le risposte possibili alle criticità rilevate ed enfatizzando le opportunità che l’economia circolare offre.